{"id":1229,"date":"2021-07-27T14:29:42","date_gmt":"2021-07-27T12:29:42","guid":{"rendered":"https:\/\/bellentani.doctor\/una-medicina-chiamata-organizzazione\/"},"modified":"2021-07-27T14:31:13","modified_gmt":"2021-07-27T12:31:13","slug":"una-medicina-chiamata-organizzazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/bellentani.doctor\/de\/una-medicina-chiamata-organizzazione\/","title":{"rendered":"Una medicina chiamata organizzazione"},"content":{"rendered":"<div id=\"1250789679\" class=\"u_1250789679 dmNewParagraph\" data-dmtmpl=\"true\" data-element-type=\"paragraph\" data-uialign=\"center\">\n<div><strong>Stefano Bellentani, epatologo, dopo una vita lavorativa spesa a Carpi e una parentesi in Inghilterra, da cinque anni lavora in Svizzera, ma una volta al mese torna per visitare a Villa Richeldi. Un confronto tra due sanit\u00e0, soprattutto nella gestione Covid<\/strong><\/div>\n<div><span class=\"font-size-22 lh-1\"><i>&nbsp;<\/i><\/span><\/div>\n<div><span class=\"font-size-22 lh-1\"><i>Annalisa Bonaretti<\/i><\/span><\/div>\n<\/div>\n<div id=\"1899749728\" class=\"dmNewParagraph\" data-dmtmpl=\"true\" data-element-type=\"paragraph\" data-version=\"5\" data-uialign=\"center\">\n<p class=\"m-size-18 size-20\"><span class=\"m-font-size-18 font-size-20\">Dalla pianura Padana alla sponda settentrionale del lago Maggiore, da Modena a Locarno: una distanza non eccessiva in chilometri, ma un netto cambiamento perch\u00e9 Italia e Svizzera, in comune, non hanno granch\u00e9, se non i confini.<\/span><span class=\"m-font-size-18 font-size-20\">&nbsp;<\/span><span class=\"m-font-size-18 font-size-20\">Stefano Bellentani<\/span><span class=\"m-font-size-18 font-size-20\">, nel 2015, a 61 anni, ha deciso che era arrivato il momento di un nuovo cambiamento e non si \u00e8 fatto intimidire dall\u2019et\u00e0 o altro e ha modificato la sua vita, dandosi nuovi stimoli e altrettanti obiettivi.<\/span><\/p>\n<p class=\"m-size-18 size-20\"><span class=\"m-font-size-18 font-size-20\">Modenese, una laurea in Medicina e una specialit\u00e0 in Gastroenterologia, ha lavorato per anni presso il Distretto sanitario di Carpi; all\u2019inizio degli anni 2000 ha fondato l\u2019associazione<\/span><span class=\"m-font-size-18 font-size-20\">&nbsp;<\/span><span class=\"m-font-size-18 font-size-20\">Amici del fegato<\/span><span class=\"m-font-size-18 font-size-20\">&nbsp;<\/span><span class=\"m-font-size-18 font-size-20\">visto che era il responsabile del Day Hospital di Epatologia. Soddisfazioni e riconoscimenti ne ha avuti tanti, ma capita che, a un certo punto, non si riesca pi\u00f9 a vedere una reale possibilit\u00e0 di crescita professionale e allora c\u2019\u00e8 chi temporeggia e rinuncia e chi accetta la sfida e si lancia verso realt\u00e0 sconosciute. Cos\u00ec ha fatto Stefano Bellentani, ha colto una finestra per andare in pensione anticipata grazie alla legge Fornero e a ottobre 2015 \u00e8 partito per l\u2019Inghilterra, sei mesi vicino a Londra, diciamo un Erasmus da adulti. \u201cL\u00ec, per una serie di coincidenze strane, tramite un\u2019amica-collega, si \u00e8 presentata l\u2019opportunit\u00e0 di andare in Svizzera \u2013 ricorda Bellentani -, ho accettato, sono ripartito e dal luglio 2016 mi sono trasferito a Locarno. I primi tre anni ho lavorato alla clinica Santa Chiara, a Locarno, e ho collaborato e continuo a collaborare con l\u2019Epatocentro a Lugano (Ticino). Dopo tre anni, in questo Cantone, puoi lavorare come indipendente e cos\u00ec ho fatto. Ho rilevato lo studio di uno dei primi gastroenterologi locali e ho dovuto diventare anche imprenditore. In Svizzera gli specialisti hanno uno studio dove hanno tutto. Oltre a me ci sono altre cinque persone; nel mio team c\u2019\u00e8 anche<\/span><span class=\"m-font-size-18 font-size-20\">&nbsp;<\/span><span class=\"m-font-size-18 font-size-20\">Gennaro Lubrano<\/span><span class=\"m-font-size-18 font-size-20\">, abbiamo lavorato insieme a Carpi per 15 anni. Ci piacciono le sfide\u201d.<\/span><\/p>\n<p class=\"m-size-18 size-20\"><span class=\"m-font-size-18 font-size-20\">Uno studio medico come vorremmo vederne anche in Italia, dotato di tecnologia all\u2019avanguardia e dove poter effettuare esami e interventi in daysurgery. \u201cUna scommessa\u201d, la definisce Stefano, anche perch\u00e9 \u00e8 arrivato il Covid e le cose sono cambiate anche l\u00ec, ma con un\u2019organizzazione e un rigore che, purtroppo, in Italia mancano.<\/span><\/p>\n<p class=\"m-size-18 size-20\"><span class=\"m-font-size-18 font-size-20\">Bellentani spiega la diversit\u00e0 dei due sistemi sanitari: in Svizzera il sistema territoriale \u00e8 assicurativo \u2013 l\u2019assicurazione di base \u00e8 obbligatoria per tutti coloro che sono domiciliati in quel Paese -; le compagnie assicurative si fanno una concorrenza positiva per il cittadino, le prestazioni sono efficaci e le liste d\u2019attesa pressoch\u00e9 inesistenti. \u201cCon 270 euro al mese hai tutto tranne le medicine complementari, per quelle devi aggiungere 120 euro \u2013 spiega -. Con 5 mila euro all\u2019anno hai veramente tutto, soprattutto un sistema efficiente. Non c\u2019\u00e8 Cup, il rapporto tra paziente e medico \u00e8 diretto. Il medico di base \u00e8 come quello che c\u2019era da noi una volta, un professionista che ti segue e ti conosce realmente. E\u2019 lui a gestire tutto e se capisce che c\u2019\u00e8 la necessit\u00e0 di uno specialista si collega direttamente e fa la richiesta. Uno scambio diretto tra professionisti che giova al paziente. Se il malato viene ricoverato in clinica, il medico di base lo pu\u00f2 seguire\u201d. Decisamente molto positivo, se non fosse per il costo che non tutti possono permettersi.<\/span><\/p>\n<p class=\"m-size-18 size-20\"><span class=\"m-font-size-18 font-size-20\">I nostri medici sono molto apprezzati in Svizzera, molti dottori che ci lavorano provengono dall\u2019Italia, Lombardia e Piemonte soprattutto, tanto che, come racconta Bellentani, \u201cla medicina interna \u00e8 gestita prevalentemente da professionisti italiani. In Svizzera il rapporto medico\/paziente \u00e8 molto forte, il malato si fida e si affida\u201d.<\/span><\/p>\n<p class=\"m-size-18 size-20\"><span class=\"m-font-size-18 font-size-20\">Differenze tra i due modelli di sanit\u00e0 significa anche diversit\u00e0 nella gestione del Covid: in Ticino, ad esempio, dall\u2019inizio della pandemia si \u00e8 fatto la scelta, peraltro assolutamente logica, di adibire due ospedali esclusivamente per il Covid mentre tutti gli altri assicuravano le altre prestazioni. Medici e infermieri, da subito, erano protetti. Sono stati creati percorsi Covid per aiutare cittadini e professionisti. Il paziente sospetto Covid telefona al medico di famiglia \u2013 e lo trova! -, quando possibile viene curato a domicilio, se c\u2019\u00e8 la necessit\u00e0 e solo nei casi gravi, il paziente viene ricoverato in ospedale. Il tampone si fa a casa, o in strutture appositamente adibite denominate \u201cCheck Point Covid\u201d e gestite dalla Protezione Civile e dai medici di famiglia e specialisti del territorio. Le scuole sono rimaste sempre aperte, chiusure come quelle di bar e ristoranti ci sono state, ma decise con largo anticipo, questo fino a fine 2020, a gennaio 2021 hanno chiuso tutto ma non le scuole e le piste da sci. Un occhio alla salute e uno alla istruzione e all\u2019economia \u00e8 possibile. Il numero di morti \u00e8 alto anche qui, comunque, in tutta la Svizzera, \u00e8 3 volte e mezzo inferiore alla Lombardia (paragonabile alla Svizzera come numero di abitanti). Il Paese ha sofferto ma in maniera tollerabile perch\u00e9, piaccia o meno, in certe situazioni l\u2019organizzazione \u00e8 decisamente preferibile alla \u201ccreativit\u00e0\u201d. A gennaio, quando \u00e8 arrivato il vaccino, si \u00e8 proceduto con razionalit\u00e0: medici e sanitari dei due ospedali Covid \u2013 Locarno e Lugano &#8211;&nbsp; e delle Rsa, i fragili e gli over 85; adesso stanno vaccinando la fascia di et\u00e0 65\/75 anni e, almeno in Ticino, ormai i morti e i ricoverati in terapia intensiva si contano sulle dita di una mano.<\/span><\/p>\n<p class=\"size-20 m-size-18\"><span class=\"m-font-size-18 font-size-20\">Nella gestione della pandemia la Svizzera \u00e8 imparagonabile all\u2019Italia che deve cogliere quest\u2019occasione per rivedere tutto, ma propria tutto, il sistema sanitario. A cominciare dalla medicina del territorio. \u201cProprio cos\u00ec \u2013 conclude Stefano Bellentani -; sar\u00f2 diventato troppo svizzero anch\u2019io, ma credo che la prima cosa da modificare,che non richiede grossi cambiamenti per i pazienti, sia regolare lo stipendio dei medici di Medicina generale e degli specialisti del territorio non sul numero di pazienti, ma sul lavoro effettivamente fatto, oltre a fare, da parte delle istituzioni regolatorie, controlli severi, quelli che garantiscono soprattutto il paziente\u201d. Insomma, non viene nominata direttamente, ma stiamo parlando di meritocrazia. La grande malata in questo nostro Paese.<\/span><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Stefano Bellentani, epatologo, dopo una vita lavorativa spesa a Carpi e una parentesi in Inghilterra, da cinque anni lavora in Svizzera, ma una volta al mese torna per visitare a Villa Richeldi. 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